14/07/2009

SFREGI - i versi affilati di Luca Ferrari

1358484237.jpgSono le 17.30 del 9 luglio 2009. E siamo al Lido di Venezia, precisamente al Beach Pagoda della spiaggia Des Bains nell’attesa di che qualcosa di importante abbia inizio. Ciò che di importante sta per accadere, è un incontro culturale finalizzato alla presentazione dell’ultima raccolta di poesie-rock-cinematografiche del trentaduenne Luca Ferrari, giornalista e scrittore veneziano alla sua quarta pubblicazione.

I testi letti e commentati, sono quelli tratti da “Sfregi”, raccolta pubblicata per La Versiliana Editrice, di Fucecchio (FI). 902932229.jpgAd introdurlo, un’affermata pittrice italiana di grafica islamica, nonché donna di raffinata cultura, Shamira Minozzi, che ha definito le poesie di Ferrari, come veri e propri flash cinematografici.  Immediati e catalizzanti.

Parole che hanno la capacità di restituire al lettore travolto, l’immediatezza sferzante del sentire più vero. Quel sentire profondo che nell’isolamento di una rabbia tagliente, sfregia il silenzio, lo squarcia, lo apre…e finalmente grida! ...continua su SBN Global Services (articolo di Giovanna Lacedra)

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SFREGI- i versi affilati di Luca Ferrari,

26/02/2009

Le nuove guerre

75294133.jpgSiamo in una rete. Non solo multimediale, ma anche umana. Mary Kaldor racconta, con esempi contemporanei, cosa si nasconde dietro la mattanza dei civili dei confltti attuali.

In questa nuova era chiamata globalizzazione, nessuno è escluso. Dalla piccola comunità alla megalopoli. In questo scenario prendono posto le nuove guerre, emblema di una nuova linea di demarcazione tra globale e locale, ma soprattutto tragici testimoni di un’erosione statale e della sua perdita della violenza legittima.

“Le nuove guerre - La violenza organizzata nell’età globale”, realizzato nel 1999 da Mary Kaldor, reader di Studi Europei contemporanei al Sussex European Institute della University of Sussesx, e lavora presso il Centre for Global Governance della London School of Economics, analizza i vecchi conflitti confrontandoli con quelli contemporanei, evidenziando importanti differenze.

Continua in home page, su il reporter. Link diretto Le nuove guerre

28/03/2007

BORDERTOWN - "ci potrei essere io in quella fossa"

medium_bordertown.jpg Dopo giorni di attesa, finalmente sono riuscito a vedermi “Bordertown”, il film di denuncia sugli omicidi (ufficialmente oltre 500; in pratica, oltre 5000) nella cittadina messicana di Ciudad Juarez, ai confini con gli Stati Uniti, tutt’ora senza un vero colpevole (al massimo qualche sparuto capro espiatorio).
Per la regia di Gregory Nava, Jennifer Lopez (sempre più convincente come attrice) e Antonio Banderas, sono due giornalisti alla ricerca della verità in una cittadina etichettata come l’inferno in terra visto l'alto numero di omicidi impunito e/o insabbiati dalle autorità locali.
Un film troppo realistico. Dannatamente realistico. Non solo nella vicenda dei fatti, ma anche sulla negazione della verità. Su come corruzione, globalizzazione ed interessi economici (vedi N.A.F.T.A., North American Free Trade Agreement) prevalgano su qualsiasi aspetto della vita…anche se a pagare sono migliaia di vittime innocenti. Emblematica una delle scene finali dove la giornalista si scaglia contro il suo capo, dopo una visita del senatore di turno, che di fatto gli proibisce di pubblicare il pezzo. E nonostante l’aitante prospettiva di diventare corrispondente dall’estero (il sogno lavorativo di Luren, Jennifer Lopez), la giornalista si rifiuta. Quanti noi l’avrebbero fatto?...

Un film che ti fa salire la rabbia alla luce di quello che continua a succedere. Di quante persone continuano a morire, mentre certi signorotti si fumano bei sigari decidendo la sorte di centinaia di migliaia di persone, senza prendersi la briga di interpellarle. Se ne stanno in comodi salotti chiamati con termini esotici quali “parlamento”, “municipio”, “caserma”, etc. etc.…

CI POTREI ESSERE IO IN UNA DI QUELLE FOSSE


è uscita dalla sua tomba
…la tristezza della sua storia
è tutta nel sangue
che continuerà ad essere versato
anche dopo di lei

e anche se il corpo carbonizzato
del suo assassino
non verrà mai richiesto da nessuno,
la globalizzzazione di sangue
è immune ai ricorsi
e a qualsiasi polverosa protesta
su scala cittadina-mondiale

pensi che non potresti essere
anche tu uno di quella fossa?
pensi che non potresti essere
anche tu uno di quella fossa?
…si che è possibile

...Non Armare Fratricidi Traffici Anti-umani…

ormai è giorno
e NON VOGLIO ARCHIVIARE
…è ancora notte
e NON HO ALCUNA INTENZIONE DI ARCHIVIARE
l’ennesimo atto di ferocia umano
solo perché giudicato insignificante
agli occhi di qualche colpo di pistola
prossimamente sparato alle spalle

tutte le volte che ho sentito dire
che non sarebbe successo niente di male
mi sono trovato a fare i conti
con il rifiuto di pubblicare la storia
e l’auspicio a non far più ritorno
…è la differenza fra me e chiunque
non sia in disaccordo con quello che succede

il turno è terminato, dirigersi
verso l’uscita…ormai è giorno,
ma la notte farà ancora ritorno
per qualcuno di noi…

07/11/2006

Lord of war - dove c'è un uomo, c'è un'arma -

“Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione nel mondo. Questo significa che sul pianeta c’è un’arma da fuoco ogni 12 persone. La domanda è: come armiamo le altre 11?”. È questa una delle frasi emblematiche pronunciata dal mercenario Yuri Orlov, protagonista di Lord of War, film basato su fatti reali ed ambientato nel mondo del traffico internazionale di armi.
Uscito lo scorso 18 novembre in Italia, la pellicola, per la regia di Andrew Niccol (The Truman Show, The Terminal), vede nel cast attori di prima categoria a partire dal protagonista, l’eclettico Nicolas Cage (The weather man, Face off, Il genio della truffa, City of angels, nonchè premio Oscar 1996 come miglior attore protagonista per Via da Las Vegas), Ethan Hawke (L’attimo fuggente, Training day), Jared Leto (Panic Room, Fight Club) e Ian Holm (Il Signore degli anelli, The Aviator).
Il film racconta le “gesta” del ristoratore Yuri Orlov (Cage) che, stufo della popria inconcludente vita, inizierà a trafficare armi fino a diventare il più grande venditore di tutto il globo. Ad affiancarlo nelle sue scorribande, ci sarà anche il fratello Vitaly (Leto). Sulle loro tracce, un indomito e onesto agente dell’Interpol, Jack Valentine (Hawke). La storia, ambientata dagli anni ‘80 fino ai giorni nostri, fa una tappa fondamentale nel panorama della fine della guerra fredda, dove un enorme quantitativo di armi, andate improvvisamente in disuso, furono vendute dagli stati dell’ex-Unione Sovietica ai paesi in via di sviluppo (Africa su tutti). I dati parlano che nella sola Ucraina, tra il 1982 e il 1992, siano state rubate armi per un valore di oltre 32 miliardi di dollari, senza che nessuno sia mai stato accusato o arrestato
Nella sua tragicità, molto suggestiva è la scena iniziale in cui s’inquadra la nascita di un proiettile e si condivide insieme ad esso tutto il suo percorso, dogane superate incluse, fino alla meta finale, in cui viene caricato e sparato contro la testa di un ragazzo.
Per cinismo, Cage talvolta ricorda il mefistofelico Castor Troy, personaggio che interpretò in Face off. Basta ascoltare frasi come “vendere armi è come vendere aspirapolveri: fai telefonate, cammini e prendi gli ordini. Io ero un mercante di morte ma facevo le stesse cose. Rifornivo tutti gli eserciti tranne l’Esercito della Salvezza” o “Il mercato più importante era l’Africa, 11 conflitti gravi con 32 paesi coinvolti in meno di un decennio. Un’eiaculazione per un trafficante d’armi”.
L’intero percorso nelle realtà belliche più disparate, alternate a scene di dolce vita coniugale, lasciano anche spazio a un continuo viaggio interiore che conduce alla solitudine, e di cui Orlov stesso è la voce narrante. Finirà ripudiato dalla famiglia, abbandonato da moglie e figlio. Vedrà il fratello essere ucciso dai suoi stessi acquirenti, ma continuerà a fare ciò che sa fare, vendere armi.
“Sapete chi si prenderà la terra? I trafficanti d’armi perchè gli altri sono troppo impegnati a uccidersi a vicenda. Questo è il segreto per sopravvivere. Specialmente con sè stessi”. Lord of war non ha avuto vita facile, visto il tema che ha trattato. A ciò va aggiunto che la sceneggiatura fu presentata la settimana precedente dell’inizio della seconda guerra in Iraq. Così, visto il totale rifiuto di tutte le grandi case di produzione di Hollywood, la realizzazione fu resa possibile grazie a finanziamenti indipendenti e alle paghe ridotte di tutto il cast. Non va dimenticato inoltre che il film supporta Control arms, campagna internazionale(www.controlarms.net) volta a regolamentare il commercio delle armi leggere. Lo stesso primo attore, all’uscita del film, hanno voluto dire la loro sul traffico alle armi, esortando tutti quanti a fare la propria parte. “Il film mette in luce i traffici di armi, il ruolo svolto dai vari Stati e il completo fallimento dei governi quando si tratta di fermare il commercio incontrollato delle armi” ha commentato Niccol “Se pensate che si tratti di un problema troppo grande, voglio dirvi che basta un piccolo contributo da parte di ognuno di voi per contrastarlo. Unitevi agli attivisti di Amnesty International in ogni parte del mondo, chiedete che siano istituiti controlli internazionali sulle armi. Sostenete Amnesty International e la campagna internazionale Control Arms. Agite adesso, mostrate al mondo la vostra voglia di fare qualcosa. Grazie”
“In - Lord of war - recito la parte di Yuri Orlov, un commerciante di armi senza scrupoli che coi suoi traffici è coinvolto nei conflitti di ogni parte del mondo” spiegava Cage “Purtroppo, il film descrive la realtà nuda e cruda. I responsabili di crimini inimmaginabili continuano a ricevere fucili d'assalto e lanciamissili dai trafficanti, grazie alla complicità dei governi. Per fermarli esistono ben poche limitazioni. La mancanza di controlli sul commercio delle armi e il loro traffico globale contribuiscono ogni anno alla morte di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini. Innumerevoli altri sono torturati, mutilati o costretti a fuggire dalle loro case. Tu puoi fare qualcosa per fermare questo inutile bagno di sangue. Mi auguro che ti unirai a me in questa azione: grazie al tuo contributo attivo, potremo fare la differenza! Grazie!”
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“Qualcuno dice che il male trionfa perchè non si fa nulla per impedirlo” dice Orlov dinnanzi all’ennesimo massacro “La verità è che il male trionfa comunque”...a voi la scelta se accettarlo o smentirlo

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