19/03/2010
Maria Teresa Babanicas: “la cultura è la mia passione”
Dietro le quinte della politica, c'è chi lavora per far tornare Venezia la capitale della cultura. Con sincera passione, e un'eredità umanista figlia della dolcezza paterna.
“Mi candido perché amo molto Venezia da un punto di vista intellettuale”, mi accoglie così Maria Teresa Ronca Babanicas candidata alle elezioni comunali lista Salvadori (che appoggia il candidato sindaco Giorgio Orsoni), nonché presidente del salotto di Ca' Vendramin Calergi.
Dopo tanti pezzi al vetriolo contro “intoccabili” signori si tutte le latitudini che insanguinano
il mondo senza il minimo rispetto o interesse per i diritti umani, in un elegante salotto veneziano, mi ritrovo per la prima volta a tu per tu con una persona nuova. Diversa. Una signora che ha a cuore la sua città. Che la vive. E cerca ogni giorno col suo lavoro di valorizzarla. “Porto avanti un progetto personale: rinascita dell'artigianato, arte e cultura” mi spiega Babanicas, “Le botteghe autentiche stanno scomparendo. Sono la verità della città. L'artigianato, come le antiche vetrerie di Murano, sono l'autentico. Tessuti preziosi. Damaschi. Costumi da maschera. C'è passione tra i giovani per questa realtà”. E poi lancia una proposta: “Perché non fare dell'Arsenale un laboratorio di artisti e artigiani?”...continua su Granviale.it - speciale Elezioni 2010
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11/02/2010
Iran e Israele, due facce della stessa medaglia
Il buono e il cattivo. Il cattivo e il buono. E continuiamo così. Con due nazioni che si minacciano. Due eterni (presunti) nemici. Iran e Israele sanno benissimo che nessuno sparerà neanche un petardo sul territorio altrui. Scoppierebbe una guerra. Ma non una di quelle lucrose. Una di quelle nucleari dall'esito incerto e con un solo risultato: la morte degli esseri umani. Così com'è sempre stato.
Nessuno di questi due stati dovrebbe osare parlare di diritti umani. Non ne hanno l'autorità morale. L'erede dell'Impero Persiano è una dittatura bella e buona, mentre lo stato ebraico rappresenta un caso unico nella storia moderna: ha murato una nazione (Cisgiordania). E a dispetto delle (insignifcanti) condanne di organizzazioni internazionali, nessuno fa nulla...continua su SBN Global Services
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03/02/2010
Italia: libertà d'espressione a rischio?
“Libera Stampa morente in cammino!” Un lugubre secondino ne annuncia il passaggio per le strade prima della sua esecuzione definitiva. Sfila svilita nei grandi uffici. Nelle case. Nei supermercati. Fra i tubi catodici. Nel mondo multimediale. È la sua ora. È già avvenuta. Insultata e trafitta anche quando non poteva più difendersi.
È un giorno come tanti altri. Sono al computer a fare il mio lavoro. A scrivere articoli. Suonano il campanello. Non vedo nessuno fuori dal cancello. Senza guardare dallo spioncino, non faccio tempo ad aprire la porta di casa che tre soggetti entrano in malo modo e mi ammanettano “addolcendo” la pillola con “qualche carezza” costale. L'accusa? Ho espresso le mie opinioni sulla stampa e sul mio blog.
Rewind. No, non mi è successo tutto questo. Non ancora...continua su SBN Global Services
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13/10/2009
Viva Zapatero - La stampa imbavagliata è ancora democrazia?
Luca Ferrari. 32 anni. Pubblicista free lance. Uno dei tanti che cerca di barcamenarsi nell'affollato mondo del giornalismo italiano. Uno di quelli che possono essere ricattati. "Mobbinghizzati". Cacciati. Senza che nessuno lo venga a sapere. È già successo. Potrebbe succedere ancora. Questo almeno lo credete voi...
Sono tanti i pensieri che si spintonano mentre guardo ammutolito “Viva Zapatero” (2005, 80’), il documentario realizzato dell'attrice Sabina Guzzanti. A parte qualche momento di comicità, per tutta la durata della visione mi sento come il bambino scioccato del video “Here to stay”, della nu metal band americana Korn, mentre la televisione passa solo immagini di violenza e supremazia...continua su SBN Global Services
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25/09/2009
ONU: lo show dei burattinai di vetro
New York. Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. Inizia lo show. Banale. Noioso. Ripetitivo. Con i buoni da una parte, tronfi della loro illibata democrazia, e dall'altra i cattivi di turno. Questa volta sono Ahmadinejad e Gheddafi, facili sagome su cui sparare in quel circoletto vizioso che è ormai diventato l'Onu. E' ancora una caccia alle streghe. Le solite. Il premier iraniano e quello libico sono i due cattivi del momento. Quelli su cui si può sputare senza temere ripercussioni. Quelli di cui, sparlando, si prendono applausi dai pezzi grossi.
Bravi. Complimenti a tutti.
Nelle due ultime assemblee, a catalizzare le antipatie della piazza per le sue irriguardose dichiarazioni nei confronti dello stato d'Israele, è stato il presidente dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad. In questa nuova occasione invece, l'auto-definitosi “re dei re”, Muammar Gheddafi. Entrambi sono dittatori. È indubbio. Loro come altri, ma le critiche, non si capisce bene perché, spettano solo a loro. Analizziamo dunque certe loro dichiarazioni...continua su SBN Global Services
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11/09/2009
Fermiamo la violenza contro le donne!
“Pu****a”. “Tr**a”. Inutile nascondersi dietro false ipocrisie, quando in Italia una donna viene insultata il primo epiteto che viene in mente a entrambi i sessi è una delle due parole sopraccitate. Caso inverso, è rarissimo sentire un uomo prendersi dello “scopatore” o “puttaniere”. Anzi, in quel caso, nella mentalità nostrana, l’aggettivo è sinonimo di uno che è in gamba.
E’ sufficiente questa semplice considerazione per rendersi conto che l’Italia è un paese di chiaro stampo machista. Il delitto d’onore non è una pratica scomparsa proprio nel Medioevo. Una mentalità questa, cui ha contribuito non poco la Chiesa, demonizzando la donna per secoli (e continua a farlo) fino a pretendere di decidere per lei in fatto di gravidanza interrotta...continua su SBN Global Services
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01/04/2009
E se Fuad avesse avuto la dinamite?
Un viaggio doloroso nella storia della propria terra. Un ragazzo scappato dal genocidio, arriva in Italia. Dieci anni dopo, cresciuto e (in apparenza) più cinico, ritorna nella sua Bosnia.

“Il giorno che abbandonai Trieste su un treno per Roma, era l’11 luglio 1995. Il mio viaggio era durato più di un mese, e alla televisione si vedevano persone, ragazzi come me, fantasmi, uomini quasi morti, dietro a un filo spinato a Srebrenica. Io andavo verso Roma, loro verso la morte”.

Avete appena letto un estratto emblematico di ciò che pulsa dentro “E se Fuad avesse avuto la dinamite?”, seconda fatica letteraria della giovane scrittrice bosniaca (classe 1980) Elvira Mujcic, già autrice nel 2007 di “Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica”, pubblicato sempre per Infinito Edizioni...
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E se i Balcani non avessero avuto l’esplosivo?
Intervista con Elvira Mujcic, giovane scrittrice bosniaca scappata da Srebrenica prima dell’inizio del genocidio. Viaggio fra le righe del suo nuovo libro, e nella memoria della sua martoriata terra.
Una volta c’era la Jugoslavia. Dopo la guerra (1992-95), nuovi stati e tante cicatrici (come i campi minati, molti dei quali non sono ancora stati scoperti). Un conflitto marchiato dal non interesse della selezione naturale (o forse multimediale). Qualcuno non ha dimenticato.
La ventinovenne bosniaca Evira Mujcic, già autrice “Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica” (2007), ha appena pubblicato “E se Fuad avesse avuto la dinamite?”.
Elvira Mjucic, cos’è “E se Fuad avesse avuto la dinamite?” E’ il viaggio dentro un paese che ha cessato di esistere, in agonia tra i simboli di un passato lontano e gli incubi di un passato vicino che non lasciano spazio al presente. In alcuni punti mi sembra di aver ricostruito attraverso i personaggi il museo degli orrori...
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14/03/2009
Venezuela, il mistero dell’aereo scomparso
Da più di tre settimane ormai non si hanno più notizie dell’aereo sparito lo scorso 16 febbraio, mentre volava sopra la foresta, fra le comunità di Karum e Betel.
Dissolti. Dal cielo a chissà dove. Nell’era dei satelliti e dei “grandi fratelli” è ancora possibile. Nessuno sa nulla. Il fatto. Lo scorso 16 febbraio, un piccolo aeroplano stava volando sopra la foresta venezuelana, fra le comunità di Karum e Betel, con a bordo sette passeggeri.
A sparire nel nulla nel bimotore Cessna 182N, il pilota Robert Norton, volontario dell’Adventist Medical Aviation (AMA), sua moglie Neiba Norton, Gladis Zerpa, insegnante avventista; una donna che accompagnava una quattordicenne e un’altra donna insieme al giovane figlio.
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03/03/2009
Intervento Umanitario e Missioni di Pace
Viaggio nel mondo delle operazioni di pace. Un manuale che accompagna il lettore su un terreno troppo spesso affidato a gelidi report, invece di aprirsi alla conoscenze a 360 gradi.

“Se prima della seconda guerra mondiale gli unici soggetti del diritto internazionale erano gli Stati nazionali, la dottrina dei diritti umani ha posto al centro dell’attenzione anche l’individuo”. Dal libro “Intervento Umanitario e Missioni di Pace” (2005, Carocci) di Marco Mayer, capo del gabinetto dell’Assessore della Regione Toscana, Massimo Toschi.
Fin dalle prime pagine c’è la sensazione di trovarsi in un viaggio che esplora quella parte di ingenuo desiderio di aiutare gli altri, e allo stesso tempo ne circuisce le capacità per valorizzarla al meglio. Per non cadere nelle arroganti trappole che il nostro background euro-centrista ha piazzato in ogni angolo della mente.
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