18/11/2006
Umanisti si aggirano per l’Italia...e non solo
In quella che un tempo fu la più grande fucina artistica di tutti i tempi, Firenze, a continuare la tradizione di menti creative, oggi ci sono ragazzi e ragazze, quelli che camminano, studiano, lavorano, parlano di ciò che succede, di ciò che non va, di desideri e di paure, quelli che lottano. Questi ragazzi sono membri attivi del Movimento Umanista (www.partitoumanistafirenze.net), che trovano anche il tempo di gestire il periodico umanista della città di Scandicci.
“Vogliamo conoscere, vogliamo trasmettere. Soprattutto vogliamo crescere e vogliamo cambiare, trasformare il – reale – e non subirlo, imparare a descriverlo, reinterpretarlo, rappresentarlo, invece che recitarlo”.
Nel loro manifesto parlano: allegria, denuncia, ribellione, comunicazione, reciprocità, disinibizione; ali che si aprono, un petalo che si schiude, una valanga che travolge senza ferire, la fragilità e il bilico di una nuova sfida; sensualità e spregiudicatezza del vivere, una carezza inesperta e rassicurante. A giudicare dal nucleo che porta avanti queste aspirazioni: Leonardo ed Erica Monducci (fratello & sorella), Cristiana e Valentina Innocenti (sorelle), e poi anche Stella Bellandi che segue il progetto artistico SEVU (Sviluppo Espressioni Visive Umaniste), Massimo Biagiotti (uno dei responsabili di Scandicci Centro) e Francesco, non me ne vogliano se li “svilisco” in un’unica parola: famiglia.
Ma chi o cos’è l’umanista? Chiamando in causa direttamente Mario Luis Rodriguez Cobos, meglio conosciuto come Silo (www.silo.net), fondatore del movimento, “è un’umanista chiunque lotti contro la discriminazione e la violenza e proponga delle vie d’uscita perchè la libertà di scelta dell’essere umano possa manifestarsi”. O attingendo dal suo celebre discorso pronunciato l’8 novembre 1991 a Parigi, “Oggi e non domani vai verso la riconciliazione; abbraccia tua moglie o tuo marito, abbraccia tuo figlio; abbraccia tua madre e tuo padre; saluta il tuo amico e il tuo nemico e dì loro con il cuore aperto – qualcosa di grande e di nuovo è successo oggi in me –. Spiega loro poi quello che è successo, in modo che anch’essi possano portare questo messaggio. Pace, Forza e Allegria!”.
La scorsa estate, nelle giornate del 9/10/11 giugno, hanno dato vita al Festival Umanista “I have a dream: simboli, suoni, forme,colori SEGNALI DI PACE”, la cui edizione 2006 è stata dedicata al tema della Non-Violenza con il chiaro obbiettivo di costruire una reta di persone che lavorano insieme per formare un essere umano e un mondo solidale e non violento, attraverso la trasformazione simultanea dell’individuo e del suo ambiente più prossimo; costruire un coordimanento di associazioni, istituzioni o gruppi che, condividendo gli obbiettivi e i metodi, lavorino insieme nel progetto, attraverso lo scambio di idee ed esperienze e nella realizzazione di azioni comuni.
A partire dall’agosto del 2001 inoltre, sono volati fino in India. Dopo aver preso contatti con alcune associazioni di volontariato a Bombay, successivamente, allacciate altre collaborazioni con vari college locali, sono riusciti ad entrare in contatto con il capo del vilaggio di Gorad (a 150 km. circa da Bombay) nel quale abitano circa 200 famiglie e con cui hanno iniziato a collaborare permanentemente per organizzare insieme un progetto di sostegno a distanza.
Molte le necessità di questo villaggio fra cui almeno 15 bagni pubblici, la riparazione della strada di accesso al villaggio rete di distribuzione di acqua, elettricità, fogne, una struttura sanitaria, etc. Oltre a ciò all’interno del villaggio è presente una scuola (Z. P. School) che conta ben 121 studenti dal primo al quarto anno scolastico e che necessita d’ogni bisogno (banchi, cattedre, illuminazione, lavagne e gessetti, attrezzature per attività sportive, mappe e cartelloni didattici, stoviglie per la mensa, libri, quaderni, penne, etc).
Da cinque anni ormai, due volte l’anno, i volontari umanisti si spingono fino in questo villaggio insieme ai fondi raccolti grazie a questa campagna di sostegno, e lì vengono direttamente spesi, seguendo le indicazioni degli abitanti del villaggio.4.jpg
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